Roma, 13 set – “In ogni caso, sui vari aspetti del delicato tema della cittadinanza jure sanguinis e jure soli, da quando esiste la circoscrizione Estero, si sono susseguite in Parlamento decine di disegni di legge. E gli organi di rappresentanza degli italiani all’estero, COMITES e CGIE, a loro volta, si sono espressi innumerevoli volte – proseguono i parlamentari dem -. Tutto questo, tuttavia, a Salvini poco importa: dialogo e rispetto sono parole che non esistono nel suo vocabolario politico ed etico, sono semmai segno di debolezza da bandire nella guerra di tutti contro tutti, che sembra essere la sua strategia prevalente. Nella battaglia salviniana non è mancato il fuoco amico, quello del Sottosegretario Merlo con delega agli italiani nel mondo che, dopo avere appreso del provvedimento dalle agenzie, ha aperto, a suo dire, una guerra nella guerra, dichiarandosi unilateralmente vincitore. Che dire di un governo in cui la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra e i rappresentanti che ne fanno parte spendono il miglior tempo a cancellare l’uno le orme dell’altro? Uno spettacolo francamente raggelante, considerando soprattutto l’immagine che del Paese si dà all’estero. Intanto, si rischia di buttare l’acqua sporca e il bambino, eliminando l’unica cosa seria che si dovrebbe fare: il sacrosanto riconoscimento per le donne e per i loro discendenti, i cui diritti sono stati sanciti da tempo da chiare e ripetute sentenze della Cassazione e della Corte costituzionale”. (Red)