“L’Italia è un problema nella zona euro, è il Paese che più di tutti ha avuto flessibilità, deve avere un bilancio credibile. Ridurre il debito pubblico è nel suo interesse, il rilancio degli investimenti in deficit è una bugia. Oggi non c’è Hitler, ma tanti piccoli Mussolini”: non la tocca certo piano il Commissario Ue per gli affari economici e monetari Serge Moscovici. E non si fa attendere la replica del governo italiano, con il vicepremier Luigi Di Maio che afferma: “L’atteggiamento da parte di alcuni commissari europei è inaccettabile, veramente insopportabile. Dall’alto della loro Commissione europea si permettono di dire che in Italia ci sono tanti piccoli Mussolini, non si devono permettere!” tuona Di Maio, che aggiunge: “Tutte queste prese di posizione contro l’Italia, questi giudizi ignobili alla fine si scontreranno con le elezioni europee. A questi signori una lezione non gliela dobbiamo dare noi come governo, una lezione gliela daranno i cittadini alle prossime elezioni europee. Noi incassiamo e li compatiamo”. “Non è affatto vero che l’Italia è un problema per la zona euro: l’Italia è la nazione che tiene in piedi la zona euro ma se siamo il problema siamo pronti a togliere il disturbo. Vediamo come se la cava la zona euro senza l’Italia e vediamo come se la cava l’Italia senza l’euro” è la replica che arriva dal presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Intanto, mentre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti assicura che il governo non tradirà gli elettori sui punti qualificanti del contratto di governo come reddito di cittadinanza, flat tax e Fornero promettendo nel contempo “responsabilità”, lo stesso Di Maio getta acqua sul fuoco nelle tensioni tra M5S e il ministro dell’Economia Giovanni Tria sul reddito di cittadinanza: “Non faccio ultimatum perché sono fiducioso”. (13 set- PO / Roc)