Roma, 19 set – “Per noi finisce qua. In Piemonte, senza il pieno sostegno e l’impegno economico del governo, non ci sono le condizioni per organizzare i Giochi”, “ne prendiamo atto, ma abbiamo fatto le cose perbene. Il nostro dossier era il migliore”. In un colloquio con La Stampa il sindaco di Torino, Chiara Appendino esprime la sua delusione dopo l’annuncio del governo di non potere sostenere la candidatura della sua città nel tridente alpino con Milano e Cortina per le Olimpiadi invernali. Ed accusa: “Il ticket MilanoCortina era pronto già in estate, quando il Coni pensava che mi sarei sfilata”. Quindi arriva a chiamare in causa i suoi colleghi romani grillini colti di sorpresa dalla mossa della Lega: “Una cosa avevo chiesto. Dovevano stare attenti su questa partita. La candidatura a tre è nata come un pasticcio e così è finita”. E replica alle critiche del presidente del Coni Malagò e del governatore della Lombardia Fontana secondo cui sia stata lei stessa ad essersi sfilata: “Ho difeso quella che tuttora considero una scelta naturale: Torino con le sue montagne. Il nostro dossier avrebbe garantito ricadute sul territorio, l’ipotesi a tre molte meno. Eppure non ci siamo tirati indietro rispetto alla possibilità di condividere con altri la sfida”, “io chiedevo pari dignità con le altre città e un chiaro impegno del governo sui finanziamenti e sulla gestione organizzativa dell’evento. Non volevo condurre Torino in un progetto di cui non era chiara l’architettura”. Ed ancora: “Per mesi ho combattuto una battaglia in cui credevo. Abbiamo lavorato a lungo a un dossier di candidatura che rispondesse pienamente alle indicazioni e ai requisiti in tema di sostenibilità economica e ambientale richiesti dal Comitato olimpico nazionale e dal Cio, che tenesse conto del know-how acquisito nel tempo nell’organizzazione di grandi eventi sportivi e non solo, che considerasse gli interessi del territorio e del Paese e i cui costi non pesassero sulle nostre comunità”. (PO / red)