Roma, 21 set – “La migrazione è un banco di prova per l’Unione Europea, per la sua stessa tenuta. Deve essere superato, altrimenti non è solo un fallimento delle politiche migratorie, ma di tutto il progetto europeo. Il rischio è che si affermino sempre più discorsi di tipo intergovernativo, nazionalista. Non ci si può lamentare che vi sia un’avanzata sempre più forte di partiti di tipo sovranista se si continua a non trovare una soluzione comune”. Così ad Avvenire Laura Ferrara, eurodeputata M5s, esperta di migrazione e relatrice ombra per la riforma del regolamento di Dublino sull’asilo che critica la possibilità che alcuni Paesi possano sostituire all’accoglienza di migranti il pagamento di contributi in quanto “fallirebbe il concetto di cooperazione e solidarietà tra Stati membri. Non ci si può esimere dalle responsabilità semplicemente erogando un contributo. Oltretutto significherebbe dare un prezzo alle persone, quanto vale un migrante, che è orribile”. “Noi chiediamo anzitutto una riforma di Dublino che vada nel senso di un ricollocamento automatico e obbligatorio, senza filtri e senza concessioni a Paesi che hanno accolto poco o nulla. Inoltre ci vuole una maggiore cooperazione con l’Africa, con investimenti Ue, sia quantitativamente sia qualitativamente maggiori. Non è pensabile si investano miliardi con la Turchia e invece 500 milioni per l’intero continente africano”. (PO / red)