Roma, 21 set – Ma allarga anche a macchia d’olio la sua inchiesta. E attraverso gli organigrammi del tribunale della razza e degli enti per la liquidazione dei beni tolti agli ebrei, che pubblica per la prima volta, arriva a identificarne i vertici, scoprendo che a gestirli erano state personalità che poi si erano riciclate con tutti gli onori nella neonata Repubblica. “Personalità”, di cui lo scrittore svela i nomi, spesso sorprendenti, di cui denuncia con coraggio le responsabilità rintracciando i loro stessi scritti, ricostruendone le carriere e le zelanti manifestazioni di adesione ai piani del regime. E non è tutto: nel libro Cuomo si sofferma anche nello spiegare i patetici sforzi di tanti intellettuali che sui giornali dell’epoca cercarono di dimostrare la presunta originalità del razzismo italiano, tanto decantata da Mussolini, che ne sosteneva la primogenitura rispetto a quello tedesco, analizzando il modo in cui si fusero in un unico disegno di morte le fumisterie scientifiche o filosofiche dei razzisti “biologici” e dei “nazionalrazzisti”, degli “esoterici” e degli “spiritualisti”. Ma nel libro sono raccontate anche le eccezioni, i cui nomi sono scolpiti a Gerusalemme sul Muro dell’Onore, che rappresentano un altro capitolo di quegli anni tragici, un elenco che Cuomo riporta in appendice al volume, insieme al censimento dei razzisti italiani, agli organigrammi dell’ufficio e del tribunale della razza, alle banche preposte alla gestione dei beni sottratti agli ebrei, alla lista dei conventi cattolici che diedero asilo ai perseguitati. Un’ampia documentazione che era rimasta inedita, avvolta nell’ombra come i nomi di coloro che d’intesa con il regime avevano elaborato e avallato la sintesi dottrinaria del razzismo fascista contenuta nel Manifesto, che fu preambolo e fondamento delle leggi razziali approvate nei mesi successivi. (Red)