Roma, 19 set – “La sola politica del governo, in questa direzione, è stata il taglio delle già modeste risorse a disposizione degli italiani all’estero, tagli all’assistenza dei connazionali indigenti, tagli al numero degli insegnanti all’estero, sulla formazione professionale, esclusione dalla abolizione dell’Ici per la prima casa in Italia, riduzione dei fondi per la lingua e la cultura italiana, ridimensionamento della rete diplomatica-consolare, blocco del disegno di legge sull’assegno di solidarietà agli anziani. – ha aggiunto Sicilia Mondo – Tutte riduzioni per le quali nessuna esigenza di politica finanziaria può trovare motivazioni accettabili in considerazione della straordinaria valenza mediatica e strategica rappresentata dall’altra Italia nel mondo. Ma non è solo problema di riduzione di risorse. Nel programma di legislatura del governo, non si riscontra traccia di politiche e di progetti presenti o futuri sugli italiani all’estero. E ancora. Non più un ministro per gli italiani nel mondo ma solo la delega del governo a un sottosegretario da gestire in concorso con altre deleghe. E’ chiara quindi, la volontà politica di ridurre il rapporto con le comunità italiane all’estero. La I Conferenza dell’Emigrazione del 1971, fortemente voluta dall’associazionismo e dai governi del tempo, approvò quel famoso “pacchetto emigrazione” con il quale si gettarono le basi sulla futura politica italiana per i residenti all’estero. Convenzioni di sicurezza sociale, Comites, CGIE, leggi sull’editoria, voto degli italiani all’estero, leggi regionali sull’emigrazione. Si aggiunsero poi gli Istituti Italiani di Cultura, l’Istituto Commercio Estero, la Dante Alighieri, le Camere di Commercio italiane”. (SEGUE)