Strasburgo, 24 set – Il ministro Zuppetti ha sottolineato due aspetti della vicenda. “Da un lato, questa consapevolezza ha portato il Ministro a proporre una più salda connessione tra attività diplomatica e comunicazione, utile anche a promuovere una migliore comunicazione interna che alimenta il sentimento di appartenenza (e perché no, anche una sana competizione). Questa sensibilizzazione alla comunicazione comporterà infatti anche programmi di formazione e di autoformazione valorizzando l’esperienza di risorse umane interne alla stessa carriera diplomatica”. Dall’altro lato “è sempre più avvertita l’importanza di promuovere una comunicazione capace di cogliere tutte le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie; la comunicazione sarà quindi sempre più multimediale e molta parte di essa sarà destinata ad una vera e propria costruzione diretta, cioè direttamente prodotta, della propria immagine (in questo spirito si colloca anche l’obiettivo di un sito web rinnovato, con un’area privilegiata, dedicata, aperta alla consultazione degli operatori dei media)”. In conclusione, secondo la Zuppetti, “è possibile cercare di configurare un modello europeo alternativo alla comunicazione di oltreoceano oggi preponderante, a condizione di mettere a punto proposte qualitativamente più efficaci da ricercare proprio nello specifico plusvalore culturale che l’Europa possiede, che può e deve esprimere e valorizzare”.
(Sis)