Roma, 5 ott – “Sono stanchissimo. Questa notte non ho chiuso occhio” ma “un po’ sono sollevato”, “penso di aver spiegato tutto. Io credo nella giustizia. Spero solo che questa inchiesta non diventi un fatto personale o politico. Mi conforta che il giudice abbia capito cosa è davvero Riace. M i ha detto ‘umanamente sono con lei’”. Così il sindaco di Riace Mimmo Lucano, in una intervista a Repubblica, ora agli arresti dominicali, parla di “accuse infamanti”. E ribatte: “Sui matrimoni, c’è da dire che uno solo è stato celebrato ed è reale. Un secondo era stato organizzato da un’attivista per aiutare una ragazza ad uscire dalla prostituzione, era disposto addirittura a sposarla lui. Poi mi ha detto che c’era un uomo di Riace disposto ad aiutarla, ma mi sono accorto che non c’erano le condizioni e sono stato io ad oppormi”. Riguardo le contestazioni sull’affidamento della raccolta rifiuti precisa: “Le cooperative sono nate all’interno di un progetto e sono servite per erogare servizi che prima non c’erano come la differenziata e per tenere lontana la criminalità. Per tanta gente del paese, non solo i rifugiati, sono state la prima opportunità di avere un contratto vero. In più l’albo a cui secondo la procura avrebbero dovuto essere iscritte non è mai stato operativo prima del 2016”. E conclude: “Mi sembra tutto assurdo. Quando martedì all’alba ha suonato al campanello la Guardia di Finanza mi sono affacciato per capire cosa succedesse, non pensavo cercassero me. Ho combattuto le ecomafie, salvato vite mentre nei ministeri c’era chi faceva accordi per istituire lager in Libia, e io vengo arrestato?”. (red)