Roma, 24 set – La sua parola d’ordine, che poi è anche il filo conduttore dei brani del suo album d’esordio, è la tenacia. La forza che un trentenne, nonostante gli inevitabili momenti di sconforto, deve necessariamente imprimere ad ogni passo (si tratti d’amore, di vita o di carriera) per raggiungere l’obiettivo di dimostrare il suo valore. E a Domenico Protino (con l’accento – che c’è anche se non si vede – sulla prima “o”), cantautore pugliese, vincitore del prestigioso concorso internazionale di Vina del Mar dove ha rappresentato l’Italia nel corso della passata edizione, la tenacia certo non manca. Il suo lavoro d’esordio s’intitola appunto “Domenico Protino” (in uscita il 26 settembre). “Qualcuno potrebbe pensare – scherza Domenico – che il giorno che ho battezzato la mia “creatura” non fossi particolarmente fantasioso, magari sarà anche andata così, ma credo che la cosa che mi abbia spinto a ribadire il mio nome, ma soprattutto il mio cognome, è il fatto che sin dall’asilo nessuno l’ha mai pronunciato nel modo corretto…l’accento mi ha perseguitato”. Come partire dal principio, da nome e cognome. “Sì, partiamo dall’identità. Protino è una parola sdrucciola, cioè richiede un’accentazione alla terzultima sillaba. E’ un’eccezione grammaticale, mi piacciano le eccezioni…”.
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