Roma, 24 set – “Il lavoro come fattore di costruzione dell’identità sociale. Problemi e Prospettive”. Su questo percorso si è svolto stamani a Roma il seminario organizzato dal Dipartimento lavoro dell’Acli e l’Enaip (Ente di formazione professionale delle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani), che ha visto gli interventi di Maurizio Drezzadore, responsabile Dipartimento Lavoro Acli e presidente dell’Enaip; Elio Dalla Zuanna, teologo; Bruno Manghi, sociologo; Guido Sarchielli, docente di Psicologia del Lavoro all’Università di Bologna; Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli. L’inaugurazione dei lavori è stata affidata a Drezzadore, il quale ha esordito riportando un significativo versetto del profeta Isaia:”Ecco cosa faccio, nel deserto apro una strada”. Ed è proprio “una strada” che l’Acli e l’Enaip, in collaborazione con i sindacati, intendono costruire per far sì che la mutualità che sta attraversando il mondo del lavoro non sia alienante per l’individuo nella società civile. “Abbiamo intenzione di costruire un progetto che sia di riferimento a tutti i territori nei quali operano le Acli – afferma Drezzadore – e, il tema qui proposto, è la base essenziale da cui partire per riflettere sulle problematiche prodotte dalla globalizzazione nel mondo del lavoro”. “Il nostro obiettivo – prosegue il presidente dell’Enaip – comune è quello di creare nuovi legami in questa società fortemente frammentata”. Le riflessioni d’apertura accennate da Drezzatore riguardano tre argomenti centrali: la presenza territoriale, il mutamento dei servizi (dal cambiamento della struttura contrattuale alla tecnologia) e, infine, lo scenario sociale nel quale si affacciano le nuove generazioni di lavoratori. Problemi come la mobilità, la flessibilità e l’instabilità del lavoro sono, secondo Drezzadore, riconducibili allo smarrimento del valore fondamentale del lavoro, destinato alla produttività piuttosto che alla valenza sociale che incarna. (SEGUE)