Roma, 8 ott – SOXS sostituirà SOFI, uno strumento ormai attivo da oltre vent’anni, e studierà le sorgenti transienti seguendo le segnalazioni lanciate da telescopi, satelliti e rilevatori in tutto il mondo. Questo nuovo spettrografo sarà vitale per molte indagini tuttora in corso ed è pronto a diventare il principale strumento di monitoraggio di sorgenti transienti nell’emisfero australe. Il nuovo design altamente specializzato dello strumento garantirà una sensibilità quasi paragonabile al suo predecessore, X-shooter, nonostante verrà installato su un telescopio più piccolo. Pietro Schipani dell’INAF di Capodimonte, manager del progetto, commenta: “SOXS è uno spettrografo con molte similitudini con X-shooter (il padre). Ciononostante non sarà uno scherzo costruirlo: i tempi sono molto stretti e il progetto è condiviso da un consorzio internazionale, la cui gestione richiede molto lavoro e programmazione. Fortunatamente il gruppo di lavoro è eccellente”. SOXS dovrebbe essere installato sul telescopio nel 2020 e iniziare a funzionare nel 2021. L’accordo con ESO prevede che il consorzio si occupi anche del funzionamento dell’NTT per i 5 anni di accordo con ESO, con la possibile estensione di altri 5 anni. Il consorzio che si occupa della costruzione di questo innovativo spettrografo è guidato dall’INAF e vede la partecipazione dell’Istituto Weizmann (Israele), dell’Università Andrés Bello & MAS (Cile), dell’Università di Turku & FINCA (Finlandia), della Queen’s University Belfast (Regno Unito), dell’Università di Tel Aviv (Israele), e dell’Istituto Neil Bohr (Danimarca). (BIG ITALY / Red)
