Roma, 9 ott – “C’è un piano strategico per arrivare in tempi rapidi a una nuova concezione del calcio. Un calcio più equo e sostenibile, il calcio della collettività e non dei singoli interessi”, “si parte dalla base, dai giovani, ma anche da una riqualificazione etica e morale. Vogliamo dare subito una scossa”. Il futuro presidente della Federcalcio Gabriele Gravina, in vista della elezione del 22 ottobre, racconta in una intervista al Corriere della Sera, la sua rivoluzione di “sistema”. “Vorrei reintrodurre l’ora di calcio nelle scuole – afferma -. E poi certificare la qualità delle nostre scuole calcio e sviluppare gli asset giovanili”. Inoltre “bisogna intervenire in fretta sulle infrastrutture e procedere subito alla riforma della giustizia sportiva. Il disastro estivo sui campionati lo stiamo pagando ancora sulla nostra pelle. Anche i tempi della giustizia sono importanti: devono essere celeri. E poi i controlli sui conti, il rating non come forma punitiva, ma per evitare di arrivare al punto di non ritorno”. Interrogato sull’allenatore della Nazionale Mancini commenta spiega che la nomina “non si poteva rinviare” ed “è un bravo tecnico chiamato a gestire una situazione difficile sia perché non c’è una governance, sia perché la rosa a sua disposizione non è più quella di un tempo. Ma è preparato e dispensa tranquillità. Ora bisognerà assisterlo”. E conferma la riforma del Club Italia “inteso proprio come un club, come fosse Juve, Milan o Torino. Io sarò il presidente, poi serve un consiglio direttivo. II Club Italia sarà diviso in due aree: organizzativa e tecnica” E Beppe Marotta “sarebbe il profilo giusto perché stiamo parlando di un grande dirigente a livello europeo. Ci siamo confrontati e ho potuto verificare di persona il suo interesse. Ma la disponibilità, che c’è ed è reale, si scontra con i parametri economici. Non so se sarà un matrimonio possibile…”. (SEGUE)