“Sarà una manovra coraggiosa, che non vuol dire impavida o irresponsabile. La stabilità finanziaria non può essere raggiunta senza stabilità sociale”. E attenzione, perché “il reddito di cittadinanza serve anche ad evitare sentimenti antieuropeisti”. Lo dice il ministro dell’Economia Giovanni Tria, in audizione alle Camere per illustrare la nota di aggiornamento al documento di economia e finanza, assicurando tra l’altro che quelle contenute nel provvedimento sono solo stime prudenti. “Molti hanno sostenuto nei giorni scorsi come le previsione di finanza pubblica del governo siano troppo ottimistiche – spiega Tria – Vorrei sottolineare che sono invece stime prudenziali, caute se non pessimistiche circa il livello dell’andamento dei titoli di stato e bancari”. Eccoli dunque i dati: “Abbiamo individuato un obiettivo di indebitamento per il 2019 del 2,4%, che consentirà tra l’altro la disattivazione dell’aumento dell’Iva. Per gli anni 2020 e 2021 l’obiettivo di deficit/Pil è pari rispettivamente al 2,1 e all’1,8% con la riduzione di aumenti Iva per rispettivamente per 5,5 miliardi e 4 miliardi”. Inoltre “la riduzione del carico fiscale verrà realizzata fin dal 2019, evitando l’aumento delle imposte indirette per 5 miliardi. Sul fronte per prelievo diretto si opererà riducendo la pressione fiscale su imprese e partite Iva”. E ancora, “la riduzione del debito pubblico lo porterà dal 131,2% del 2018 al 126,7% nel 2021, sarebbe la prima volta”. L’Europa però non sembra né convinta né contenta: “E’ noto che la commissione europea ha espresso perplessità sulla nostra manovra, ma si apre adesso la fase del confronto costruttivo, che comporta la necessità di abbassare i toni”.
(Sis)