Roma, 10 ott – Naïma ha perso l’Algeria prima ancora di poterla avere. Perché il padre Hamid non ha mai voluto raccontarle niente, sua nonna non parla la sua lingua, la metà dei suoi zii è nata in Francia, suo nonno Alí è morto da tempo e in fondo va bene cosí. Naïma è francese e pensa di non avere nulla in comune con quel paese sulla riva opposta del Mediterraneo. Fino a quando decide di conoscere meglio la travagliata storia della sua famiglia. Anche se tutti la considerano “un’algerina” – soprattutto negli anni del terrorismo e della xenofobia che infetta l’Europa – Naïma capisce presto che un paese non è un tratto somatico e non si può ereditare. Questa la trama di “L’arte di perdere” di Alice Zeniter, edito da Einaudi. Alice Zeniter è nata nel 1986, ha studiato teatro a Parigi e insegnato francese in Ungheria. Drammaturga e regista, ha rivelato il suo talento letterario precoce pubblicando il primo romanzo a soli sedici anni. L’arte di perdere (Einaudi, 2018) è la sua quarta prova narrativa e ha vinto il Prix Goncourt des Lycéens nel 2017. (Red)