Roma, 11 ott – Basterebbe una videochiamata WhatsApp per permettere a un hacker di accedere e controllare un profilo, acquisendone il pieno controllo, spiando tutte le conversazioni e mandando in blocco totale il dispositivo infetto. È quanto scoperto da Natalie Silvanovich, ricercatrice di sicurezza informatica del gruppo Google Project Zero. Si tratta di un nuovo caso di violazione dati utenti per Facebook, che è la società proprietaria della popolare app di messaggistica, dopo lo scandalo di Cambridge Analytica. Il bug riguarda solo i protocolli usati nella versione mobile di WhatsApp per iPhone ed Androind, quindi sono in pericolo solo chi usa videochiamate da smartphone, n’è immune, invece, chi usa la versione web. La Silvanovich spiega nel suo report che la vulnerabilità di WhatsApp si trova all’interno del protocollo RTP (Real-time Transfer Protocol), il protocollo di trasferimento dati in tempo reale, utilizzato per inviare e riceve i pacchetti dati della videochiamata. Per mandare in crash l’app ad un hacker servirebbe così una telefonata video e il numero del profilo che si vuole violare. Un utente per difendersi non deve rispondere a videochiamata da numeri sconosciuti e, soprattutto, aggiornare l’app scaricando l’ultima versione rilasciata dal 28 settembre, che ha risolto la falla del sistema. (Pep)