Roma, 11 ott – “Un’analisi più attenta dei veri protagonisti delle nuove
emigrazioni, spessa realizzata nei Paesi di arrivo come la Germania sulla base
delle più precise banche dati locali, hanno ridimensionato la versione univoca
della ‘fuga dei cervell’” e prospettato una realtà più articolata e complessa.
Non solo cervelli, non solo ricercatori, non solo laureati e diplomati, ma
lavoratori di ogni genere e di ogni livello di qualificazione o anche persone
che, nonostante i loro titoli, si adattano a mansioni inferiori”. E’ un passaggio
dell’intervento della deputata del Pd eletta all’estero Angela Schirò letto oggi
alla Camera in occasione della conferenza stampa sulla proposta di legge
“Controesodo” dal titolo “Cervelli, cuori e braccia. Azioni concrete per il
rientro del capitale umano in Italia”. “Incoraggiare e sostenere chi vuole
rientrare, ma anche sostenere e tutelare chi è costretto a restare all’estero. In
questo campo, ci sarebbero tanti tasti da toccare: dall’informazione preventiva
sulle condizioni di vita e di lavoro dei luoghi di destinazione alla prima
accoglienza di chi espatria, coordinando meglio le reti istituzionali e autonome
esistenti (consolati, Comites, patronati, associazioni, ecc.); dalle questioni
della tutela sanitaria a quelle previdenziali; dalla disponibilità di
insegnamento della lingua e cultura italiana in un quadro interculturale per i
figli degli expat al flusso di comunicazione e informazioni necessarie a
mantenere rapporti attivi con l’Italia mentre si sviluppa il percorso di
integrazione in altre realtà” sottolinea Schirò. “Insomma,- conclude – nella
mia idea, questo pacchetto di misure deve essere un primo, necessario passo che,
rendendo più organiche e complete le azioni che già i nostri governi hanno
avviato, risponda alle esigenze pressanti di chi vuole tornare e sia affiancato
da azioni, altrettanto sentite, che corrispondano alle necessità di chi resta
all’estero per soddisfare bisogni altrettanto primari”. (PO / Gil)