Udine, 17 ott – I due frammenti sono stati proiettati in anteprima nel corso dell’ultima edizione de Le Giornate del Cinema Muto di Pordenone. Hanno indicativamente una lunghezza di 140 e 20 metri e sono riferibili rispettivamente alla fine della prima e all’inizio della seconda parte del film. Restituiscono scene di guerra, il concentramento delle truppe degli alpini e dei bersaglieri, l’utilizzo della tecnologia militare, l’inseguimento dell’esercito turco fino a Miega e Jefren, con la battaglia di Jefren (Yafran), e l’apoteosi italiana. Tra le personalità storiche sono citati il generale Montuori e il generale Lequio. Il ritrovamento dei frammenti è stato fatto nel fondo Chinese, in parte relativo alla collezione del goriziano Rodolfo Cristiani. “Il fondo – ricorda Cavallotti – è stato interamente donato all’Università di Udine. Conta più di cento occorrenze tra positivi theatrical, film di edizione e pellicole amatoriali in 35mm, 16mm, 9,5mm, 8mm e Super8”.
Il lavoro di preservazione e valorizzazione del fondo Chinese ha coinvolto e coinvolge un vasto numero di studiosi e di enti, da Denis Lotti (storico del cinema muto e titolare della cattedra di Caratteri del cinema muto per la laurea magistrale in Scienze del patrimonio audiovisivo e dei nuovi media dell’Università di Udine) a Luca Mazzei (Università di Roma Tor Vergata), dal laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna a La Cineteca del Friuli.
“Un network che ha come proprio fulcro l’Università di Udine, in particolare il laboratorio La Camera Ottica – Film and Video Restoration del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale e i corsi della laurea magistrale in Scienze del patrimonio audiovisivo e dei nuovi media, che ha tra i suoi obiettivi – sottolinea la direttrice del Laboratorio, Cosetta Saba, docente di Cinema, fotografia e televisione – quello di formare nuove generazioni di professionisti capaci di lavorare nel campo della preservazione e valorizzazione del film”. (red)