Roma, 18 ott – E’ “atterrato” sulle sponde del Lago di Bracciano, dove entrerà a far parte integrante della collezione del Museo Storico dell’Aeronautica Militare, l’ultimo esemplare del velivolo anti-sommergibile e da pattugliamento marittimo Breguet Br 1150 Atlantic, in servizio fino allo scorso novembre presso il 41° Stormo di Sigonella.
Il particolare trasferimento è stato effettuato in volo con uno speciale elicottero Erickson S-64F del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco operato nella circostanza dalla Società European Air Crane (EuAC).
L’elicottero, grazie ad una speciale imbragatura, normalmente utilizzato per attività anti-incendio e nelle emergenze, ha sollevato la fusoliera dell’Atlantic dalla pista dell’aeroporto militare di Pratica di Mare, dove era atterrato lo scorso 22 novembre dopo la sua ultima attività di volo, e lo ha trasportato fino alla sede del Museo Storico dell’AM lungo un percorso autorizzato e preventivamente concordato con le autorità del traffico aereo civile, le prefetture e gli enti locali coinvolti.
Ad accogliere il Breguet Br 1150 a Vigna di Valle il Generale di Brigata Aerea Carlo Moscini, Ispettore dell’Aviazione per la Marina, che al termine del trasferimento ha consegnato simbolicamente le chiavi dell’Atlantic al Direttore del Museo, Ten. Col. Adelio Roviti. Presenti tecnici e dirigenti del Servizio aereo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che hanno seguito tutte le fasi preparatorie della missione e di trasferimento della fusoliera dell’Atlantic.
“L’Atlantic entra di diritto nel novero dei prestigiosi velivoli del Museo Storico dell’Aeronautica Militare” – ha dichiarato il Generale Moscini – “L’attività operativa svolta dal velivolo nel campo dell’Antisom è stata increbile: oltre 45 anni di servizio totalizzando più di 260 mila ore di volo. “Il Cacciatore di Sommergibili” ha rappresentato un binomio perfetto di operatività ed efficacia risultando di fatto il primo sistema d’arma interforze; un velivolo assolutamente affidabile e con capacità operative incredibili per le quali non poteva non far parte della collezione del Museo.”
(SEGUE)