Roma, 22 ott – Gabriele Gravina è il nuovo presidente della Figc. Candidato unico per la parte residua del quadriennio 2016/2020 dopo il commissariamento dei mesi scorsi, l’ex numero uno della Lega Pro è stato eletto al primo scrutinio con il 97,20% dei voti (2,80% le schede bianche). Il numero uno del CONI e membro CIO Giovanni Malagò ha aperto la lunga serie di interventi dell’Assemblea elettiva ringraziando il commissario straordinario Fabbricini e i vice Costacurta e Clarizia per il lavoro svolto negli ultimi mesi: “Oggi è un giorno molto importante, un giorno di festa, con un’atmosfera propositiva, di condivisione. Ho sempre sostenuto in questi mesi che è indispensabile avere un presidente appoggiato al massimo dalle componenti. Il programma di Gravina è ambizioso, come è giusto che sia: il calcio italiano attraversa un momento nel quale bisogna cercare di remare tutti nella stessa direzione”. Poi spazio ai vertici del calcio internazionale, con le parole del presidente FIFA Gianni Infantino e del direttore delle competizioni UEFA Giorgio Marchetti: “Il commissariamento è una sconfitta – ha dichiarato il numero uno della FIFA – ma ora siete qui e sta a voi cambiare le cose. Deve essere il calcio dal suo interno a risolvere i propri problemi, non serve una tutela esterna. La FIFA è con voi, è qui per aiutarvi perché il calcio mondiale ha bisogno di una federazione italiana forte. Ho visto il programma di Gravina, è molto ambizioso e avrà bisogno di tutti voi: ci sono riforme da realizzare e il bisogno di far crescere l’amore della gente per il calcio. Questa è la responsabilità più grande, anche se a volte ci dimentichiamo di essere al servizio di milioni di appassionati”. Dopo aver portato il saluto del presidente Aleksander Ceferin, nel fare l’in bocca al lupo al nuovo presidente Marchetti ha ricordato i brillanti risultati raggiunti nell’ultimo anno dalle quattro nazionali giovanili finaliste dei rispettivi Campionati Europei e della Nazionale Femminile, che quest’estate tornerà a disputare il Mondiale a vent’anni di distanza dall’ultima volta.
(SEGUE)