Roma, 25 ott – “La nostra non è di sicuro una strategia espansiva temeraria che mette a rischio la tenuta dei conti pubblici. E nemmeno si basa su ipotesi avventate, ma su prospettive reali che saranno generate dalle misure contenute nella manovra. Del resto, se perseverassimo nella stessa logica dell’ultimo decennio, continueremmo ad avere una crescita troppo bassa che in nessun caso farebbe uscire il sistema-Paese dalla crisi in cui si dibatte da troppo tempo”. Lo afferma il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in una intervista a Famiglia Cristiana. E aggiunge: “La manovra indica la strada da seguire per rilanciare l’Italia e mettere il suo tasso di crescita economica al passo di quello degli altri partner europei. Nell’ultimo decennio infatti il divario di crescita tra la nostra economia e quella dell’Unione europea è stato mediamente dell’1% a nostro sfavore. Con la Legge di bilancio per il 2019 puntiamo a creare un circolo virtuoso in grado di stimolare, con una serie di misure, la crescita economica del Paese al fine di ridurre la pressione fiscale e garantire maggiore inclusione sociale nel rispetto della responsabilità finanziaria e di bilancio e nell’intento di ridurre il rapporto debito-Pil, che oggi supera il 131 per cento”. Ed ancora: “Le scelte economiche dei precedenti Governi non hanno consentito di ridurre il debito pubblico né di incidere efficacemente sulla crescita del Pil. Il nostro obiettivo è invece arrivare a ridurre il debito di 4,5 punti percentuali nel prossimo triennio per farlo scendere al 126,7%. E di raggiungere questo risultato non con una politica di austerità ma con una strategia espansiva che faccia ripartire lo sviluppo nel Paese. Puntiamo a una crescita di almeno l’1,5% l’anno prossimo e l’1,6 il successivo. L’obiettivo è di dimezzare già dall’anno prossimo il gap di crescita con l’Europa che ho appena ricordato”. (red)