Milano, 8 ott – In Argentina, Francia, Germania, Svizzera, le opere più notevoli sono state scritte nella lingua d’arrivo. In Brasile, le comunità per lo più di origine veneta si sono per decenni riconosciute nell’epica di Nanetto Pipetta (opera del frate cappuccino Aquiles Bernardi, 1891-1973). Anche le donne hanno contribuito ad accrescere questa presenza. Nel secondo dopoguerra due voci isolate di donna hanno raccontato i traumi e l’isolamento delle emigrate. In Canada Maria Ardizzi ha con tenacia costruito attraverso i suoi numerosi romanzi un mondo parallelo. La Ardizzi affronta il concetto dell’emigrazione sia in termini letterari che metaforici, analizzando il modo in cui la vita in una nuova nazione ci porti a riesaminare importanti relazioni sociali e personali. In Women and Lovers, il morbo di Alzheimer che colpisce Rocco diventa, per sua moglie Agostina e per la figlia Julia, una forza essenziale di crescita personale; il deterioramento della memoria del marito – e padre – spinge le due donne a riflettere profondamente sulla loro identità e sulle loro relazioni, diventando fonte non solo di cambiamento ma anche di crescita e riconciliazione. Sempre in Canada non si può non parlare di Frank Paci, considerato uno dei padri della narrativa italo-canadese, il cui romanzo “The Italians” (tradotto in lingua francese col titolo “La famille Gaetano”), è stato il primo a trattare del tema degli emigrati italiani in Canada. L’esperienza degli scrittori italo-canadesi è divenuta, da un quarto di secolo a questa parte, sempre più visibile e rilevante, grazie sia al radicamento delle nuove generazioni in Canada, sia alla fondazione di riviste, come Vice-versa o la più recente Accenti, diretta da Licia Canton; e di una casa editrice come Guernica, fondata da Antonio D’Alfonso, che pubblica opere in francese, in inglese e in lingua madre di scrittori d’origine italiana – mentre in Italia molti di loro sono editi dalla molisana Cosmo Iannone. Tra le scrittrici donne in Australia una testimonianza giunge nel 1981 da Rosa Cappiello con “I semi negri”. (Sab)