Roma, 1 nov – Grazie alla tecnologia di Street View, le persone avranno la possibilità di visitare virtualmente l’intero primo piano del Museo e il Real Bosco di Capodimonte, selezionando le opere e gli edifici per loro più interessanti e facendo un clic per scoprire maggiori dettagli o immergersi nelle fotografie ad alta risoluzione, se disponibili. Un “trolley” di Street View ha scattato immagini a 360° di alcune gallerie: si tratta di un carrello high-tech che viene generalmente utilizzato per ottenere immagini di interni e che è stato creato nel 2009 per fornire agli utenti l’esperienza di una passeggiata in un museo. In questo modo, le immagini sono state unite per permettere di muoversi in tutta naturalezza tra 60 delle stanze del primo piano del museo, tra cui le sale dei dipinti, il Salone della Culla, il Salone Camuccini e il Salone delle Feste.
“Grazie alla piattaforma Google – ha affermato il Direttore Sylvain Bellenger – il Museo di Capodimonte sarà accessibile 365 giorni all’anno, 24 ore al giorno da ogni angolo del pianeta, ecco perché sono particolarmente orgoglioso di questo accesso mondiale e altamente democratico alla nostra immensa collezione. L’uso della tecnologia Art Camera applicata ai capolavori di Capodimonte, poi, permette di svelarne dettagli inediti agli stessi studiosi, esaltando la precisione delle pennellate, sembra di vedere il fingerprint di Luca Giordano; rivela informazioni sull’iconografia delle opere ed è così precisa che permette di fare un viaggio nella materia. L’arte è sempre stata un dialogo e una lotta tra l’immagine visuale e la materialità opera, ma dobbiamo ricordare che la storia dell’arte è stata resa possibile grazie alla fotografia che ha permesso agli studiosi di riunire immagini di pitture disperse nel mondo intero. La Fondazione Longhi, la Fondazione Zeri sono tra le più importanti fototeche d’Italia con un archivio fotografico di riferimento. La cultura è l’espressione migliore della società, chi indebolisce la cultura indebolisce la società stessa. Spesso si dice che dovremmo portare più cultura nella vita, ma al contrario dovremmo portare più vita nella cultura: il progetto Google, finalmente fa entrare i nostri musei nel XXI secolo”. (BIG ITALY / SEGUE)