Roma, 1 nov – “Anche sui temi salute e sopravvivenza, in appena un anno si è passati dal 77° posto all’attuale 123° – prosegue Grassi -. Così come ricopriamo il 90° posto in partecipazione alla forza lavoro, e addirittura il 103° per salario percepito. Anche sull’istruzione il divario è impressionante, evidenziando un rapido declino dalla 27° alla 60° posizione e una percentuale maschile in netta superiorità sia per quanto riguarda la partecipazione scolastica che l’accesso al mondo del web”. A peggiorare i dati nazionali ci pensano quelli mondiali, in quanto come spiegato dallo stesso Wef “per la prima volta” da quando esiste questo Report “il divario di genere globale si è ampliato”, un dato questo in controtendenza con quello del progresso che è in lento aumento in tutto l’ultimo decennio. La situazione italiana è peggiore anche di quella di Grecia (78°), Belize e Madagascar, e supera di poco Birmania e Indonesia. Tra i lavoratori che non cercano occupazione spicca un 60,5% appartenente al genere femminile, mentre il lavoro giornaliero delle donne conta 60 minuti in più di media rispetto a quello maschile, con l’aggravante che il 61% del lavoro delle donne non è pagato, dato che scende al 23% se guardiamo agli uomini. (PO / red)