“Se arriveranno proposte di annacquamento, sulla prescrizione non arretreremo di un millimetro…”. Così al Corriere della Sera il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che tiene il punto davanti all’altolà lanciato da Matteo Salvini e da Giancarlo Giorgetti. Ma poi, sull’emendamento a sorpresa con cui i grillini intendono congelare la prescrizione processuale dopo il primo grado anche in caso di assoluzione, apre a una soluzione concordata con la Lega: “Mi fa molto piacere che Salvini confermi il valore di quello che abbiamo scritto nel contratto di governo. Per questo siamo qui in ascolto se si vuole migliorare il testo”, “la soluzione è quella giusta. La persona assolta e quella condannata dopo il primo grado sono comunque due presunti innocenti. E la mia priorità, grazie anche alle risorse in arrivo, è la celerità del processo. In Italia, per anni, si sono confusi la velocità del processo e la prescrizione e ora dobbiamo intervenire su quest’ultima: penso al processo per la strage di Viareggio che pur andando avanti fin qui velocissimo, anche tre udienze a settimana tenute a Lucca, ha determinato dopo il primo grado una situazione in cui due reati sono già prescritti. Chi è contro questa riforma vada a spiegarlo a Marco Piagentini che ha perso tre familiari nella strage”. Il Guardasigilli spiega che “non c’è alcun veto incrociato all’interno della maggioranza. Le due forze di governo, ognuna con la sua storia, fin qui hanno saputo fare sintesi. Noi lo abbiamo dimostrato con due provvedimenti spinti in particolare dalla Lega: la legittima difesa e il rito abbreviato interdetto per i reati più gravi. E per andare avanti su questi temi non ho certo atteso gli sviluppi del ddl anticorruzione cui teniamo molto”. E aggiunge: “Non ci sono dubbi sul fatto che il Paese non può più aspettare. La prescrizione esiste in mezzo mondo ma quando vado all’estero a spiegare che in Italia c’è un’isola di impunità tutti rimangono increduli. Salvini comunque dimostra di avere a cuore il contratto di governo”. E giudica così gli emendamenti della Lega sul disegno di legge anticorruzione che porterebbero, se approvati, alla cancellazione di 8 articoli su 11 del testo: “Sinceramente non comprendo le ragioni di questa valanga di emendamenti presentati dalla Lega. Anche perché il testo è stato ampiamente concordato in Consiglio dei ministri. Devo dire che non ci volevo credere: perché, coprendo le firme dei deputati leghisti, quegli emendamenti sembravano suggeriti da Berlusconi. E infatti, a ben vedere, in quel fascicolo ci sono alcuni emendamenti di Forza Italia che sono la fotocopia di quelli della Lega”. (5 nov – red)
