“Purtroppo fra la realtà di città e l’ideologia c’è un abisso. E per governare non bastano i proclami”. Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, ex grillino, in una intervista a La Stampa, parla della collega Chiara Appendino: “E’ più appoggiata e più apprezzata di Raggi dai vertici del Movimento. Credo che le Olimpiadi le avrebbe fatte volentieri e anche che sappia che su una questione come la Tav non ha senso dire no a prescindere. Ma è ostaggio della radicalizzazione dei suoi consiglieri. La mozione ‘No Tav’ che hanno votato non ha alcun valore giuridico, ma solo simbolico. Ideologico, appunto. Per esperienza personale so che governare una città è difficile. Con il M5S ancora di più, perché lì non si giudicano le situazioni dai dati di fatto ma sulla base di dogmi pregiudiziali”. Ed interrogato sul governo gialloverde dice: “Per ora di compiuto c’è poco, compresa la manovra economica. Dal punto di vista politico, sono completamente distante. Prenda il decreto sicurezza e immigrazione. Anche qui, prevale un approccio ideologico, a cominciare dal fatto che si mettono sullo stesso piano sicurezza e immigrazione come se una dipendesse dall’altra. Ma eliminando lo Sprar non si eliminano gli immigrati, dato che lo stesso Salvini dice che per rimpatriarli ci vorrebbero ottant’anni. Semplicemente, li si buttano sulle strade, se ne trasferisce il peso sui Comuni e si fornisce nuova manodopera alla delinquenza”. E ancora la flat tax e il reddito di cittadinanza “è solo propaganda, e pericolosa per chi la fa. Quando Di Maio dice una frase non solo assurda ma anche di cattivo gusto come: ‘Abbiamo abolito la povertà’ rischia il boomerang. Perché se il reddito di cittadinanza sarà dato a molti saranno pochi i soldi, se sarà dato a pochi saranno molti i delusi”. E aggiunge che i sondaggi stanno premiando Salvini “perché, giusto o sbagliato che sia, e io penso sia sbagliato, sta però facendo quel che aveva annunciato. Di Maio, no. Basta pensare ai condoni” e intanto “il Pd è morto ma non se n’è ancora accorto. Renzi tiene in ostaggio un partito intero e con lui l’intera opposizione. È un danno non solo per il Pd, ma per l’Italia”. (red – 5 nov)