– La manovra e il decreto sicurezza restano blindati. Lo assicura il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni, che a Circo Massimo su Radio Capital respinge al mittente le sortite esterne (della Ue) e quelle interne, costituire dai parlamentari De Falco e Nugnes. Per quanto riguarda l’Europa, dice Buffagni, “non è che la Ue può attivare alla velocità della luce un’infrazione solamente all’Italia quando si dimentica di guardare la bilancia commerciale tedesca o gli sforamenti francesi”. Circa gli emendamenti annunciati da De Falco contro il decreto sicurezza, Buffagni è molto duro: “Si assumerà le sue responsabilità. Se non si ritrova, sono certo che si dimetterà e tornerà a fare il suo lavoro. Dobbiamo rispettare dieci milioni di cittadini e un gruppo parlamentare. Se un genio si sente più illuminato degli altri e vuole fare un percorso da solista…”. L’altro grande tema affrontato, quello della manovra, si intreccia invece a quello del maltempo e delle tragedie che sono accadute in questi giorni. “In Sicilia parliamo di case abusive, quindi non condonabili. Sono rimasto colpito dal racconto del papà. Una tragedia immane. Davanti a questa situazione, bisogna evitare che si ripetano”. Come? “La prima cosa da fare è tirare via tutte le persone che sono lungo l’alveo del fiume. E lì c’erano famiglie in affitto in case non accatastate, quindi nero ed evasione fiscale. È un problema culturale”. Il problema non è il nord o il sud, a Milano e in Brianza è pieno di condoni e abusi. La domanda nasce spontanea però: un condono dà un messaggio sbagliato? “Concordo totalmente. Ma nella manovra non ci sono condoni” dice Buffagni: “Chi vuole togliere questo passaggio si assume la responsabilità di far morire un’intera isola che ci invidiano in tutto il mondo? Noi chiediamo di risolvere le pratiche in sospeso da trent’anni”.
