Roma, 6 nov – “Si tratta di ripercorrere e reinterpretare le vicende ed il ruolo di un’associazione benemerita, nata nell’alveo della cultura e dell’impegno politico della destra italiana, che fece del conseguimento del diritto di voto per gli italiani all’estero la sua battaglia storica e vincente – osserva il Segretario Generale del Ctim, Roberto Menia –; oggi quella storia va celebrata e utilizzata come trampolino di lancio per il futuro”. Menia aggiunge: “Fuori dai nostri confini c’è un tesoro enorme: 5 milioni di cittadini italiani, 60 milioni di italiani oriundi, che conservano il nome e la lingua in ogni angolo del mondo. Più di 400 organi di stampa e tv, 100 istituti di cultura, 500 comitati della Dante, migliaia di esercizi commerciali, ristoranti, il made in Italy diffuso, oltre 100 miliardi di euro prodotti dall’altra Italia. Spingiamola, allora, questa italianità di ritorno, come fatto fisico per alcuni, economico per altri, culturale e spirituale per altri ancora. E’ una battaglia che vale la pena di fare, tanto più oggi, di fronte al mondo globalizzato ed ai grandi fenomeni immigratori che ci investono e ci pongono alta la questione della difesa dell’identità italiana in casa e della conservazione e promozione della stessa fuori di casa. Temi su cui il Ctim si impegna, oggi, per i prossimi anni”. (Sip)