Bagnes – E’ iniziata dai 4200 metri del ghiacciaio del Grand Combin, al confine tra Svizzera e Italia, la corsa contro il tempo per mettere al sicuro la ‘memoria’ dei ghiacciai italiani alpini e appenninici, i ghiacci europei più minacciati dai cambiamenti climatici. La missione di ricognizione organizzata dai glaciologi dell’Università Ca’ Foscari Venezia e del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) dirà in quale punto del ghiacciaio sarà possibile estrarre, in una prossima spedizione, la carota di ghiaccio più profonda, capace quindi di raccontare secoli di storia del clima. I rilievi effettuati con il georadar permetteranno una ricostruzione tridimensionale del substrato roccioso nascosto dal ghiaccio, mentre un campionamento di 12 metri sarà presto analizzato nei laboratori di Venezia per preparare al meglio la campagna vera e propria. Inizia così il ‘capitolo’ italiano di Ice Memory, progetto internazionale patrocinato dalle commissioni nazionali Unesco di Francia e Italia che vede impegnati glaciologi di vari Paesi, tra cui i co-ideatori francesi del progetto. (9colonne)