Rimini, 6 nov – Per i rifiuti d’imballaggio, nel 2017 sono stati raggiunti buoni risultati: l’avvio a riciclo ha superato l’obiettivo del 65% sull’immesso al consumo (67,5%) e quasi tutte le singole filiere (carta, vetro, metalli e legno) non avranno particolari difficoltà a raggiungere i nuovi obiettivi di settore. Serve alzare l’asticella, portando il riciclo degli imballaggi al 78% rispetto all’immesso al consumo.
I rifiuti da Costruzione e Demolizione (C&D) sono una fetta importante dei rifiuti speciali complessivamente prodotti in Italia: nel 2016 ne hanno rappresentato il 40,6%, pari a 53 milioni di tonnellate. Il tasso di recupero dei rifiuti da C&D si è attestato nel 2016 al 76,2%, al di sopra dell’obiettivo del 70% fissato dalla Direttiva 2008/98/Ce per il 2020. Anche in questo caso non ci si vuole accontentare e si punta ad arrivare all’85%.
I rifiuti Raee (da apparecchiature elettriche ed elettroniche), domestici e non domestici, raccolti nel 2015 in Italia erano 344.000 tonnellate, il 39% dell’immesso al consumo medio del triennio precedente. Siamo ben lontani dal target del 65% che entrerà in vigore dal 2019. È un’area da stimolare, spingendo la raccolta dei Raee al 70% rispetto all’immesso al consumo. Nel 2016 gli pneumatici fuori uso avviati a recupero complessivo erano 308.456 tonnellate, di questi il 44% è stato destinato a recupero di materia (135.304 t), mentre il restante 56% (173.152 t) è stato recuperato sotto forma di energia. Il target richiesto è il 60% del rifiuto gestito. Sulla base di questi obiettivi, è stata calcolata una spesa complessiva (investimenti più costi di esercizio) che ammonta a 9,3 miliardi di euro nel quinquennio 2019-2023. Si tratta di un impegno che può produrre un impatto economico e occupazionale quantificabile in oltre 20 miliardi di euro di nuova produzione e 6,5 miliardi di euro di nuovo valore aggiunto, attivando oltre 170.000 unità di lavoro. (red)