(6 novembre 2018) Nel suo ultimo report sulle economie regionali, la Banca d’Italia approfondisce le indicazioni fornite qualche giorno fa dall’Istat, segnalando che anche il Nord Est, che aveva trainato la ripresa dal 2013 a oggi, ora ha smesso di crescere. Il Pil bloccato sullo zero, come è accaduto nel III trimestre di quest’anno non si registrava in Italia dal 2014, ed è un ulteriore segnale di stagnazione dell’economa.
In un’intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera, Giuseppe Pasini, presidente degli industriali bresciani, conferma le difficoltà in cui si trova un’altra delle “locomotive” dell’economia italiana.
L’anno scorso i primi 90 gruppi industriali bresciani avevano dato lavoro a 45 mila persone, producendo ricavi per 14 miliardi. un valore aggiunto
di 4, nuovi investimenti per 800 milioni, un export del 60%.
Nel terzo trimestre di quest’anno metallurgia e siderurgia, i baluardi dell’industria bresciana che è la terza più specializzata d’Europa. perdono il 4,6%, la meccanica tradizionale va giù del 4,4; segno meno anche per i settori più avanzati, compresi agroalimentare e caseario, nel quale Brescia è la nona provincia europea, Nel terzo trimestre di quest’anno, poi, il tasso di utilizzo della capacità produttiva è sceso al 75%, due punti in meno della rilevazione precedente. Pasini elenca le ragioni di questo brusco stop. Alcune sono esterne: il protezionismo commerciale americano, le turbolenze sui mercati emergenti, la spinta rialzista dei tassi, l’uscita dal piano di stimoli all’economia dell’eurozona. Altre ragioni della frenata sono invece farina del nostro sacco: il decreto dignità, che ha fatto crollare del 26% la domanda di lavoratori interinali, gli scarsi stanziamenti per le infrastrutture, il taglio degli incentivi per la formazione 4.0.