Bruxelles, 7 nov – In generale i dati del settore pubblico diventeranno meno costosi. Normalmente saranno disponibili gratuitamente o a costi marginali. Tuttavia, le norme tengono conto della necessità di taluni enti pubblici di generare utili e pertanto consentono costi limitati in cambio di dati in talune situazioni. Il testo del Consiglio rafforza anche il concetto di dati aperti, cioè dati in formato aperto che possono essere utilizzati liberamente e condivisi per qualsiasi finalità. Per riflettere ciò, ha aggiunto la nozione di dati aperti al titolo della proposta. Dopo l’entrata in vigore della direttiva, gli Stati membri disporrebbero di due anni per adottare le disposizioni nazionali di attuazione. Gli Stati membri potrebbero andare oltre le norme minime stabilite dalla direttiva. La proposta in esame è una componente essenziale del “pacchetto sui dati” pubblicato dalla Commissione nell’aprile 2018 nel quadro della strategia per il mercato unico digitale. Fa anche parte del controllo dell’adeguatezza della regolamentazione (REFIT) effettuato dalla Commissione. L’accordo raggiunto oggi in sede di Comitato dei rappresentanti permanenti costituisce un mandato per la presidenza affinché possa avviare negoziati con il Parlamento europeo in vista di un accordo sul testo finale. Il Parlamento non ha ancora concordato la sua posizione. (red / UE)