Roma, 7 nov – “Riguardo al merito, siamo nettamente contrari a una riduzione della rappresentanza estera, non per ragioni di tutela corporativa, essendo stati già eletti e insediati, ma per un principio che attiene alla stessa pienezza della cittadinanza degli italiani all’estero” precisano Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro . “Quando la circoscrizione Estero fu inserita in Costituzione e fu fissato il numero degli eletti in Parlamento provenienti da essa, fu concordato tra le maggiori forze parlamentari un numero basso per superare le resistenze alla riforma, non sporadiche né lievi. Il rapporto di rappresentanza tra cittadini ed eletti è stato dunque sempre molto più basso per gli italiani residenti all’estero e oggi lo è ancora di più, visto il forte aumento che continua a manifestarsi degli iscritti all’AIRE e, di conseguenza, dell’elenco degli elettori. L’ulteriore decurtazione di un terzo del numero dei rappresentanti – concludono – sarebbe dunque un vulnus profondo che dividerebbe i cittadini in categorie, sancendone un’inaccettabile differenza. Ci auguriamo di trovare al nostro fianco non solo chi ha una buona considerazione degli italiani all’estero, ma tutti coloro che amano e rispettano la Costituzione e non sono disposti a derogare ai suoi principi di fondo”. (PO / red)