Roma, 9 nov – 13 novembre 1868 – 13 novembre 2018. Esattamente 150 anni fa moriva Gioachino Rossini. Le celebrazioni per l’anniversario, organizzate dal Comune di Pesaro e dall’Accademia Rossiniana, sono al culmine e coinvolgono le “sue” tre città: Pesaro, dove è nato, Parigi, dove ha trascorso metà della sua vita, e Firenze, dove è sepolto. La Francia è stata una seconda casa per Rossini, un rifugio e un luogo vibrante di ispirazione, e così l’Ambasciata Italiana in Francia ha deciso di mobilitarsi per questo importante anniversario. A Parigi, martedì 13, sarà deposta una corona sulla tomba al Père-Lachaise dove inizialmente venne sepolto Rossini, prima del trasferimento a Firenze, all’epoca (per qualche anno) capitale del Regno d’Italia. Un luogo ancora oggi visitato da molti appassionati melomani. In serata, alle 19.00, all’Istituto Italiano di Cultura, lo scrittore Alessandro Baricco presenterà “Cinque cose da sapere su Rossini”: Baricco accompagnerà il pubblico alla scoperta del genio e del suo universo musicale. Subito dopo, ecco entrare in scena il compositore “in persona”, interpretato da Paolo Bonacelli. Un attore che ha lavorato con Pasolini, Scola, Bolognini, Benigni, Gassman e Pinter, e che sul palco rilascerà un’intervista “impossibile” e ricca di aneddoti alla giornalista Patricia Martin di France Inter. Il 14 novembre, sempre nella capitale francese, doppio programma: alle 11, presso la facoltà di Sciences Po, si svolgerà un convegno dal titolo “La diplomazia culturale degli artisti, da Rossini ai giorni nostri”; mentre alle 19.00, nella cornice del grande anfiteatro della Sorbona risuoneranno le note della Petite Messe Solennelle. L’ultima opera scritta da Rossini è un congedo e un testamento artistico, che ridà nuova linfa al testo di Jacopone da Todi, con toni appassionati e intensa commozione: quattro solisti e un coro, due pianoforti e un harmonium, diretti da Alvise Maria Casellati, per una composizione straordinariamente moderna. (BIG ITALY /PO / Red)