Roma, 9 nov – Un altro botta e risposta tra il governo italiano e l’Unione europea sulla manovra, quello odierno tra il ministro dell’Economia e delle finanze Giovanni Tria e il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno. “È interesse di tutti che il dialogo in corso produca risultati positivi, ci sono dubbi che aleggiano sul mercato sulla strategia finanziaria dell’Italia, portata avanti con una serie di costi per lo Stato, le aziende e i cittadini” sottolinea quest’ultimo al termine dell’incontro con il responsabile del dicastero di via XX Settembre, sottolineando di non aver dubbi “sull’impegno dell’Italia per l’euro e la crescita sostenibile” ma rilevando al contempo come sia “essenziale che la legge di bilancio dimostri questi impegni”. Dal canto suo, invece, Tria afferma che le preoccupazioni europee “non sono fondate sul contenuto reale della nostra manovra di bilancio” e che “per evitare la procedura sul debito noi dovremmo fare una manovra di restrizione fiscale violentissima, andare a un deficit dello 0,8%, che per una economia in forte rallentamento sarebbe un suicidio”. Inoltre, il ministro dell’Economia non indica i tempi per la risposta all’Ue sulla manovra ma aggiunge che “i termini sono stati posti in modo molto molto ristretto, ci si deve consentire di rispondere in modo documentato e ristimando tutte le nostre previsioni e vedere se è necessario cambiarle o se confermiamo le nostre stime. Se riusciamo la mandiamo prima altrimenti rispetteremo i termini”. Intanto, Tria oggi ha inaugurato il ciclo di audizioni sulla manovra delle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, confermandola “nei suoi pilastri fondamentali”, sottolineando come la polemica sia con i tecnici europei e non con Moscovici ed escludendo l’ipotesi di una patrimoniale (“sarebbe un’azione suicida”) e di una manovra correttiva (“non ha senso discutere di una prospettiva che al momento non c’è ancora”), prospettando la possibilità di decreti legge in merito alla spesa prevista per pensioni e reddito. (SEGUE)