Roma, 15 ott – L’Argentina, infine, ha riconfermato alla guida dell’associazione Alfonso Grassi, originario di Solfora, in provincia di Avellino, dove è nato nel 1945. Più volte insignito dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (nel 1996 cavaliere, nel 2005 ufficiale), Grassi è presidente della Federazione nazionale della Regione Campania in Argentina (Fenareca) e vicepresidente del Comites di Lomas di Zamoras. Le Acli argentine hanno scelto anche i membri del Consiglio nazionale, primo dei quali è risultato Luciano Embrinati, coordinatore nazionale del Patronato. La presidenza verrà eletta, come accade in Italia, in occasione della prima riunione del Consiglio. Commentando l’esperienza congressuale in America Latina, Michele Consiglio, responsabile della rete mondiale aclista, ha evidenziato la necessità per l’Italia di “ripensare le politiche e gli interventi a favore dei nostri connazionali all’estero”. A fronte dei dati presentati nell’ultimo Rapporto sugli italiani nel mondo, con 3,7 milioni di connazionali censiti, il 35% nati all’estero, oltre il 50% con meno di 35 anni: “Si tratta di guardare con grande attenzione a una realtà nuova – ha detto Consiglio – impegnandosi a non disperdere la memoria e a mantenere vivi gli elementi di identità e di coesione, come la lingua e la cultura di origine”. Maurizio Drezzadore, responsabile del dipartimento lavoro delle Acli italiane e presidente dell’Enaip, l’ente di formazione aclista, ha aggiunto la necessità di rafforzare l’intervento sul piano formativo, anche all’interno dei programmi bilaterali di cooperazione, come nell’esperienza del progetto Alfes realizzato a Montevideo. L’importanza della cooperazione con le realtà locali è stata allo stesso modo sottolineata da Giacomo Morandini di Ipsia, la ong delle Acli, e Francesco Martinelli, responsabile del settore esteri del patronato Acli.
(Erg)