Roma, 12 nov – E’ necessario fermare le guerre e ogni tipo di corsa agli armamenti, specialmente quelli legati al nucleare, ma al momento “mi sembra di poter dire che mancano volontà e determinazione politica”. Dall’assemblea plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, Papa Francesco lancia un’accusa piuttosto forte agli attuali governanti, affidando allo stesso tempo alla scienza e agli scienziati il compito di fungere da mediatori tra ricerca e politica per un corretto uso delle nuove tecnologie, anche in campo bellico. “Ribadisco la fondamentale importanza di impegnarsi a favore di un mondo senza armi nucleari – dice Bergoglio – e chiedo agli scienziati l’attiva collaborazione al fine di convincere i governanti della inaccettabilità etica di tale armamento a causa dei danni irreparabili che esso causa all’umanità e al pianeta. Pertanto ribadisco altresì la necessità di un disarmo di cui oggi sembra non si parli più a quei tavoli intorno ai quali si prendono le grandi decisioni”. Decisioni che non riguardano solo i conflitti, ma anche il clima e i diritti civili. “I cambiamenti globali sono sempre più influenzati dalle azioni umane. Perciò sono necessarie anche risposte adeguate per la salvaguardia della salute del pianeta e delle popolazioni, una salute messa a rischio da tutte quelle attività umane che usano combustibile fossile e deforestano il pianeta. La comunità scientifica, così come ha fatto progressi nell’identificare questi rischi, è ora chiamata a prospettare valide soluzioni e a convincere le società e i loro leader a perseguirle”.
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