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Voto estero, con Blockchain addio brogli: sicurezza
e trasparenza

it@withub.it by it@withub.it
12 Novembre 2018
in News dal mondo HP, Protagonisti
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“Diremo addio agli imbroglioni. Non sarà più possibile manipolare le schede”. Mettere in sicurezza il voto estero e garantirne la trasparenza: sono gli obiettivi della proposta di riforma del Partito Democratico, che è stata presentata oggi presso la sala stampa di Montecitorio. Ad illustrare la proposta di legge la senatrice Laura Garavini, Vicepresidente Commissione Difesa e componente Commissione Antimafia, l’onorevole Gennaro Migliore, Capogruppo PD in Commissione Affari Costituzionali, già Sottosegretario alla Giustizia insieme ai parlamentari eletti all’estero del Pd Angela Schirò e Massimo Ungaro. Quello a cui mira la proposta di legge “è rendere l’imbroglio impossibile”. Per farlo è necessario mettere in campo la ricerca e l’innovazione e in particolare la nuova metodologia della Blockchain.

GARAVINI E L’UTILIZZO DELLA BLOCKCHAIN – Per la prima volta l’Italia potrebbe approvare un disegno di legge per eliminare dalla radice qualsiasi tentativo di broglio elettorale, grazie all’utilizzo della blockchain. “Con questa riforma mettiamo finalmente in sicurezza il voto estero. Perché ne tuteliamo la trasparenza. Proteggendo al tempo stesso la segretezza. Il Partito Democratico è da sempre attento agli italiani nel mondo. Per questo motivo oggi più che mai sentiamo l’esigenza di difendere i nostri connazionali all’estero dal tentativo di soppressione della loro circoscrizione elettorale” sottolinea Garavini. “Per la prima volta in Italia, la tecnologia del blockchain potrà essere applicata all’esercizio di un diritto. Quello del voto” aggiunge la senatrice Pd che ricorda: “La maggioranza annuncia di voler tagliare la rappresentanza estera senza tenere conto del numero degli italiani che risiedono oltre confine. I 5stelle intendono trasformare il voto estero in una pura opzione, attivabile solamente su richiesta. In questo scenario politico, come parlamentari democratici e come eletti all’estero, sentiamo il dovere di rimarcare con maggiore forza il ruolo centrale degli italiani all’estero. E rendere ancora più incisivo il loro diritto al voto, sancito dall’articolo 48 della Costituzione”.

SCONGIURARE IL RISCHIO ABOLIZIONE – Anche Migliore ha sottolineato l’importanza del diritto al voto per gli italiani all’estero e ricordato che “c’è il rischio che venga abolito”. Per scongiurarlo, dunque, è necessario adottare “una tecnologia certa, semplice, efficace”. “Dobbiamo riflettere sul fatto che il diritto di voto all’estero è costantemente minacciato – ha detto Migliore in conferenza stampa – Vogliamo che il voto degli italiani all’estero rimanga e che venga rafforzata la partecipazione. La tecnologia della blockchain verrà utilizzata per evitare” brogli. “Con questa proposta – ha aggiunto – vogliamo seguire la Costituzione e fare in modo che il voto sia personale, libero, segreto”. Inoltre Migliore ha ricordato che è necessario mirare a “una uniformità di elenchi”: “Sarebbe un bene – ha precisato – per la democrazia italiana. Quello che conta – ha concluso – è che siamo disponibili a verificare che ci sia la garanzia della sicurezza, della segretezza”. (Gil – 12 nov)

I TECNICI Alla conferenza alla Camera sono intervenuti i tecnici che hanno curato parte delle misure previste dalla riforma. “Oggi abbiamo parlato di come siano importanti  le nuove tecnologie per rafforzare lo strumento democratico” ha detto Giammario Battaglia , vicepresidente esecutivo dell’Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR. Jacopo Visetti, Team SingularityADRcoin, ha inoltre spiegato: “Questa proposta di legge permetterà agli italiani all’estero di votare in maniera più sicura. Come sappiamo negli ultimi anni  ci sono stati diversi problemi legati ai brogli e alla tracciabilità dei plichi all’estero. Grazie alla tecnologia del blockchain e al sistema di tracciabilità delle buste con i voti, questi problemi vengono di fatto eliminati”.

I DEPUTATI ELETTI ALL’ESTERO DEL PD Presente alla conferenza anche Massimo Ungaro deputato del Pd eletto nella circoscrizione Europa  “Questa riforma – ha detto il deputato –  coniuga il bisogno di rinforzare la partecipazione al voto (ed è quindi essenziale che sia una modalità di voto semplice e facile) con la messa sicurezza del voto stesso. Evitando così che si ripetano quei problemi registrati in passato. La  tecnologia del blockchain  renderà il voto tracciabile (quindi lontano da possibili manomissioni) e il sistema più semplice. Ed è importante soprattutto alla luce dei numeri, visto che oggi il 10-12% dei voti degli eletti all’estero va perso a causa di errori commessi degli elettori in quanto la procedura non è semplicissima”. Per Angela Schirò, anche lei deputata Pd eletta in Europa, “è importante assicurare il diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero ed è altrettanto importante mettere in sicurezza il voto degli italiani all’estero”. “Io sono nata ‘italiana all’estero’, sono figlia di emigranti – ha spiegato  – Non è stata una mia scelta essere un’italiana all’estero. Ricordo tuttavia vivamente e con grande emozione la prima volta che ho ricevuto il plico elettorale e la prima volta che ho votato. Mettere in sicurezza il voto  – conclude la deputata– significa dare la possibilità a noi che viviamo all’estero di far sentire la nostra voce”. Presente alla Conferenza  anche Eugenio Marino, della Direzione nazionale del PD:  “La proposta annunciata oggi più che una riforma elettorale è l’insieme di alcuni aggiustamenti tecnici all’attuale sistema di voto per corrispondenza, che rimane esattamente com’è oggi, con l’invio dei plichi a tutti gli elettori, il proporzionale puro con le preferenze e i collegi continentali” ha detto a 9colonne l’ex rappresentante degli italiani nel mondo del Pd.  (PO / Gil)

 E. MARINO (PD): PROPOSTA LEGGE E’ MIGLIORABILE  “La proposta annunciata oggi più che una riforma elettorale è l’insieme di alcuni aggiustamenti tecnici all’attuale sistema di voto per corrispondenza, che rimane esattamente com’è oggi, con l’invio dei plichi a tutti gli elettori, il proporzionale puro con le preferenze e i collegi continentali”. Lo afferma a 9colonne Eugenio Marino, della Direzione nazionale del PD, a proposito della proposta di legge sul voto all’estero illustrata oggi in conferenza stampa alla Camera. “Francamente mi sarei aspettato – continua Marino – dopo dodici anni di Circoscrizione estero e quattro voti parlamentari, un po’ di coraggio in più e un bilancio più serio di questi anni e questi voti. Avrei voluto vedere introdotta nella proposta la suddivisione delle ripartizioni in collegi uninominali più piccoli, evitando le preferenze e avvicinando l’eletto ai suoi elettori” sottolinea l’ex rappresentante degli italiani nel mondo del Pd. “Inoltre – prosegue – se non si vogliono i collegi e si mantengono le preferenze, vorrei almeno una battaglia vera sulla presenza delle donne: insieme all’alternanza di genere nella compilazione delle liste, che da sola serve solo a scaricare la coscienza, occorrerebbe aggiungere la doppia preferenza di genere, con l’obbligo per chi esprime due preferenze a darne una alla candidata donna” spiega Marino a 9colonne. “Quanto al sistema elettronico del blockchain – conclude – è sicuramente efficace e positivo nel monitorare i plichi e rendere più difficili i brogli, ma la risposta obbligatoria a un sistema automatico da parte dell’elettore temo provochi diversi problemi, tali da rendere non conteggiabili molte schede. Mi piacerebbe vedere questa proposta, che è migliorabile, completata con l’inversione dell’opzione, in modo da rendere il voto più cosciente, responsabile e motivato e depurato da moltissime schede di elettori disinteressati non stampate e non messe in circolazione”. (12 nov . – Gil)

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