Roma, 12 nov – Sedici relatori, tre tavole rotonde e un’intera giornata per parlare di come il riformismo debba innovarsi per rispondere alle sfide poste dalle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo: “Italia, Europa: un nuovo riformismo” è il convegno che si è tenuto oggi alla Sapienza di Roma per discutere dell’elaborazione di politiche economiche e sociali che possano misurarsi con i cambiamenti in atto. Dopo la pima sessione mattutina, dedicata alla coesione sociale e alla uguaglianza e al lavoro e allo sviluppo, nel pomeriggio si è svolta la tavola rotonda, organizzata dall’associazione politica culturale L’Italia che verrà, “Europa, democrazia sovranazionale e i valori della persona”, coordinata da Giuseppe Vacca, per parlare del progetto europeo, in un’ottica di sviluppo integrale della persona e di cooperazione in vista della pace mondiale. Hanno partecipato al dibattito Romano Prodi (ex Presidente della Commissione europea), Roberto Gualtieri (eurodeputato PD), Anna Maria Furlan (segretario generale Cisl) e Mauro Magatti (docente Università Cattolica).
“Le fondazioni e le associazioni civiche che hanno promosso il convegno vogliono contribuire all’agenda della prossima legislatura europea raccogliendo le proposte dai cittadini sollecitandone la mobilitazione anche in vista delle prossime elezioni. Cerchiamo di contrastare la narrazione che si è andata imponendo in Italia intensificando un modo di vedere l’Europa come di qualcosa di negativo, come un vincolo o peggio un avversario; una visione che si riassume nella formula del sovranismo e del nazional-populismo”, ha spiegato in apertura Giuseppe Vacca.
(A Roberto Gualtieri il compito di illustrare i risultati ottenuti in campo economico dall’UE a partire dalla “colossale opera di regolamentazione dei mercati finanziari in ottica globale e incisiva che ha portato all’integrazione di vigilanza comune europea”.
“C’è una richiesta di politica da parte della gente: che qualcuno si metta in mezzo tra la propria vita personale e gli eventi globali: la domanda è una domanda di legame sociale e non è una domanda regressiva”, ha sottolineato Mauro Magatti.
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