Roma, 12 nov – Anna Maria Furlan ha evidenziato come “il prossimo rinnovo delle cariche europee significherà decidere se l’esperienza comunitaria è conclusa oppure no”.
“Per secoli abbiamo interpretato un ruolo importantissimo sia in termini economici e politici e sociali – ha aggiunto il segretario della Cisl – Andiamo incontro a un’Europa sempre più vecchia che tra 30 anni sarà un ventesimo della popolazione africana; un’Europa che chiudendosi sempre di più, piena di rancori e di timori, rischia di non cogliere il bisogno primario di accoglienza e di integrazione, che rappresentano l’unico modo di affrontare il futuro. La posta in gioco nelle prossime elezioni europee è di questa natura, ma abbiamo bisogno non solo di narrazioni diverse ma anche di narratori diversi”.
L’ex presidente della Commissione europea ed ex premier, Romano Prodi, è intervenuto parlando della necessità di un disegno politico “che contrasti quella protesta che sta distruggendo la democrazia liberale”.
Sulle prossime elezioni europee di maggio 2019, Prodi ha detto: “Saranno le prime vere consultazioni europee perché tutte le precedenti sono sempre state di carattere nazionale e poi trasformate in votazioni Ue. L’onda sovranista non prevarrà nel Vecchio Continente. Ci sarà quindi spazio per una gara politica fra i popolari, i liberali, i socialisti, e altri. C’è la possibilità di cominciare una fase post-Maastricht reale, più forte per i popoli, mettendo fine così all’anti-europeismo: il mondo ha bisogno dell’Unione europea”.
L’ex premier ha, inoltre, voluto ricordare come per i sovranisti e i populisti sia l’euro la fonte di tutti i problemi: “Eppure – ha raccontato – quando anni fa chiesi a Helmut Kohl perché spingesse tanto sulla moneta unica, il cancelliere tedesco mi rispose: ‘Voglio l’euro perché mio fratello è morto in guerra’. È fondamentale capire che i padri fondatori d’Europa si sono battuti per portarci in una società salva da fascismi e derive dittatoriali”. (PO / red)
