Roma, 13 nov – A preoccupare in questa fase – continua la Coldiretti – è l’annunciato arrivo del maltempo con un forte abbassamento delle temperature che troverebbe le piante impreparate a difendersi. Le condizioni meteorologiche quasi estive nel pieno dell’autunno, la cosiddetta estate di San Martino, non sono – precisa la Coldiretti – un fenomeno raro, ma quest’anno si inseriscono in un quadro generale che conferma la tendenza al surriscaldamento. Nella classifica degli anni interi più caldi da oltre due secoli si concentra infatti nell’ultimo periodo e comprende nell’ordine – precisa la Coldiretti – anche il 2015, il 2014, il 2003, il 2016, il 2007, il 2017, il 2012, il 2001 e poi il 1994. Il cambiamento climatico si manifesta con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Gli effetti – conclude la Coldiretti – sono stati gelo, nubifragi, trombe d’aria, bombe d’acqua, grandinate e siccità che si sono succeduti colpendo a macchia di leopardo durante l’anno lungo tutta la Penisola e provocando oltre un miliardo e mezzo di euro di danni alle coltivazioni. (red)