Roma, 13 nov – “Il Cgie non nega l’opportunità di rendere più snello e funzionale il massimo organo di rappresentanza della nostra Repubblica, ma siamo nettamente contrari a una riduzione della rappresentanza eletta direttamente all’estero per il principio che attiene alla piena uguaglianza dei diritti di tutti i cittadini italiani ovunque essi risiedano”. Così Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, riunito in plenaria alla Farnesina. “Quando la Circoscrizione estero fu inserita nella Costituzione insieme al numero dei suoi eletti al Parlamento – ricorda Schiavone -, fu concordato tra le forze parlamentari un numero basso per superare le resistenze a questa riforma. Il rapporto di rappresentanza tra cittadini ed eletti è stato sempre molto più basso per gli italiani residenti all’estero e oggi lo è ancora di più, visto il forte aumento degli iscritti all’Aire e, di conseguenza, dell’elettorato attivo”. “L’ulteriore decurtazione di un terzo del numero dei rappresentanti, da 18 a 12, sarebbe dunque un vulnus profondo che dividerebbe i cittadini in categorie, sancendone un’inaccettabile differenza”, conclude Schiavone. (Sip)