Catania, 14 nov – Il valore del tempo come risorsa nell’edilizia moderna; la prevenzione alla luce delle nuove normative in materia; l’attenzione sui temi della sicurezza, sempre più alta a seguito dei fatti di cronaca che hanno destabilizzato il Paese: dal ponte di Genova alle strade della Sardegna, passando per i crolli dovuti a nubifragi ed eventi sismici. Come cambia il cantiere edile all’interno di questo scenario? Quale l’evoluzione delle tecniche costruttive? Se ne parla oggi, alle ore 14 presso il Relais San Giuliano, a Catania, in occasione del seminario “Innovazioni e hi-tech in cantiere. Il sistema integrato di armature a tappeto” organizzato da Ordine e Fondazione Ingegneri di Catania in collaborazione con Università, Ordine e Fondazione Architetti, Collegio dei Geometri, Ance Catania. In occasione dell’incontro verrà presentata la tecnologia brevettata Bamtec, un innovativo metodo di progettazione, produzione e montaggio di platee, solette e pareti in cemento armato. Ideato nel 1994 dallo studio di Ingegneria Haussler, prodotto e distribuito in Italia dall’azienda catanese Sider Sipe, il tappeto di armatura in barre di acciaio premontate in un singolo asse e collegate in una sola unità di montaggio ha vinto il record del mondo, entrando nel Guinness dei primati grazie a due lavoratori di un cantiere di Kempten (Germania) che sono riusciti a collocare un peso totale di 6,36 tonnellate di sette elementi nel giro di soli 42 minuti. Come funziona il “tappeto magico” dell’edilizia? Si parte dalla planimetria d’insieme, che raffigura l’esatto posizionamento delle singole barre del tappeto, per poi passare al piano di posa e di produzione: il trasporto in cantiere avviene con mezzi standard, mentre la posa in opera è realizzata tramite lo srotolamento di tappeti di armatura, che pesano fino a 1,50 tonnellate. Il risultato è la qualità dell’opera e l’efficientamento completo del cantiere: i tempi di realizzazione della struttura grezza diminuiscono del 30% grazie ai tempi di posa delle armature ridotti fino al 90%, con una diminuzione negli sprechi e un risparmio reale fino al 40% nei materiali utilizzati e non ultimo il contenimento significativo del rischio di errore e di infortuni per i lavoratori, come dimostrato da diversi studi di settore. (red)