Roma, 16 ott – Una “visione” sulla quale si gioca tutta la partita del confronto e del collegamento con le seconde, terze e quarte generazioni. In questo senso, se si vuole che i protagonisti e gli attori della Conferenza siano proprio i giovani, ritengo che non si possa prescindere dal considerare il tema della “identità” nell’ottica dei giovani…. Non tocca, infatti, a noi interpretare “retaggi” che non sono ormai presenti nelle loro consuetudini quotidiane ma raccogliere aspirazioni al “riconoscimento” di un’eredità familiare che convive spesso con altre identità” rileva Carozza, affermando “Occorre, a mio avviso, interpretare il tema fondante di questa Conferenza della “identità” come “plurale” e parlare, dunque, delle “identità”. “Non dubito che per molti di noi sia difficile accettare un’interpretazione che impone un cambio di rotta, ma non dobbiamo dimenticare che abbiamo intrapreso il cammino del presente e, soprattutto del futuro” afferma il Segretario Generale del Cgie. “Un presente ed un futuro che l’attuale globalizzazione, e prima ancora l’emigrazione, ci hanno imposto ed è fondamentale che la conferenza sia affrontata sotto quest’ottica perché i giovani vivono il tempo presente e sono proiettati verso un futuro che non ci appartiene, ma di cui cominciamo ad intravedere alcuni aspetti. Sta a noi cogliere il loro invito se intendiamo instaurare un serio, concreto e trasparente dialogo” conclude il Segretario Generale del Cgie.
(Sis)