Roma, 14 nov – “Vogliamo rivolgere un appello a tutta la società civile, al mondo politico e in particolar modo alle associazioni laiche e religiose al fine di dare vita a uno sportello informativo rivolto a tutte le ragazze migranti vittime della tratta della prostituzione”: così gli attivisti di Spin time Lab, rappresentati oggi in Senato dall’antropologa e attivista Margherita Arcuri. Nel corso di una conferenza stampa è stata presentata a Palazzo Madama l’iniziativa “How much…”, realizzata dall’associazione Spin time Lab in collaborazione con l’associazione “Slave no more”, la cooperativa sociale “Be free” e la Società Missioni Africane Sma. Si tratta di uno sportello utile per offrire alle vittime della tratta informazioni e indicazioni circa i percorsi di riabilitazione messi in campo da tutte quelle realtà che agiscono in modo attivo nella lotta al contrasto del business della prostituzione, elargendo servizi adeguati alla ricollocazione delle vittime in percorsi di riabilitazione psicologica e fisica. “Il nostro – spiegano gli attivisti – vuole essere un progetto in sinergia, inclusivo e dialogante che abbia le parole d’ordine della sicurezza declinate non in termini di esclusione sociale o chiusura dei porti. La sicurezza che metta al primo posto l’incolumità e la dignità della persona”. “Vogliamo investire su un ritorno di queste donne che non sia di deportazione ma volontario e di libertà, cercando di poter capire come poterle aiutare anche quando ritornano a casa – spiega suor Eugenia Bonetti, presidente dell’associazione Slave no more – Per noi l’elemento prioritario è la dignità della donna, che non è stata creata per essere venduta e comprata ma per donare armonia, bellezza e vita”. (PO / SEGUE)