Roma, 15 nov – Sull’inversione di opzione la soluzione che il Cgie propone “è rappresentata dall’istituzione di un apposito elenco dei cittadini italiani residenti all’estero (tenuto presso l’Ufficio elettorale istituito in ciascun consolato) – si legge nella relazione della III Commissione – costituitosi a partire da un’opzione fatta dagli stessi cittadini che manifestano la volontà di esercitare il diritto di voto”. Secondo la proposta della III Commissione del Cgie, poi, “il ministero dell’Interno provvede direttamente alla stampa e all’invio del plico agli elettori tramite lettera raccomandata o con altro sistema che ne attesti la ricezione da parte dell’elettore stesso”. Sulla tracciabilità, secondo la III Commissione del Cgie “le misure messe in atto dalla Farnesina (codice a barre) sono da mantenere per garantire la tracciabilità dei plichi elettorali. Inoltre, il codice a barre deve servire alla corretta identificazione dell’elettore nelle operazioni di spoglio attraverso l’uso dei lettori assegnati presso i seggi”. Prevedere, infine, “attraverso i mass media, anche locali e anche non di lingua italiana, una capillare campagna pubblicitaria”. (Sip)