Roma, 14 apr – Il segretario generale del Cgie evidenzia il fatto che “dalle comunità all’estero viene il monito a mediare il confronto fra il “primato della politica” e delle idee con il “sistema dei bisogni”, spesso cavalcato dallo spirito dell’antipolitica. Ma il metro dell’antipolitica non ha evidentemente attecchito tra le nostre comunità all’estero. “La campagna elettorale all’estero è stata questa volta ancora più corta rispetto al 2006, ed ha richiesto l’improvvisa ed immediata messa a punto della macchina organizzativa operata con serietà, lealtà ed impegno dal Ministero degli Affari Esteri e della rete Consolare” fa presente Elio Carozza sottolineando che “il lavoro svolto, in condizioni spesso non facili, é stato enorme ed ha permesso di rispondere in maniera globalmente positiva alla sfida ed alle difficoltà che si manifestano in un’operazione che coinvolge milioni di cittadini in un territorio grande come il pianeta. Vorrei pertanto esprimere un ringraziamento al personale dei nostri Consolati, delle Ambasciate e del Ministero degli Affari Esteri”. Il tutto pur non dimenticando i problemi riscontrati con le modalità di voto “Certo mi auguro che ci sia l’impegno a migliorare ancora le modalità del voto per corrispondenza, per assicurare maggiormente la certezza, la sicurezza e la segretezza del voto stesso, così come verso un’anagrafe elettorale per i cittadini residenti all’estero basata esclusivamente sulla volontà esplicita delle elettrici e degli elettori che vivono fuori dai confini nazionali; ed uno sforzo particolare per un’informazione costante e capillare, capace di coinvolgere in pieno i nostri connazionali in una strategia globale del rapporto dell’Italia con le proprie comunità che vivono nel Mondo”.
(Sis)