Padova, 16 nov – ITWIIN (sezione italiana della European Women Inventors, Innovators Network) è un’associazione di donne inventrici e innovatrici che si propone di riunire diverse professionalità ed esperienze di donne in Italia e in Europa in diversi settori: dai diritti di proprietà intellettuale, marchi e brevetti, alla ricerca industriale e accademica, al trasferimento tecnologico. Il sodalizio vuole aiutare altre donne portatrici di idee e innovazioni per realizzare le loro aspirazioni, migliorare la stima di sé e la motivazione e ampliare orizzonti ed esperienze. Ogni anno viene istituito il Premio ITWIIN, suddiviso in cinque categorie, destinato a una imprenditrice, professionista o ricercatrice di nazionalità italiana o residente e operante sul territorio che si sia distinta nel campo della innovazione, creatività o nel miglioramento nei campi della salute e life sciences, ICT, energia, ambiente, ma anche arte e artigianato, moda, design, formazione. Lo scorso 9 novembre al Circolo Unificato di Venezia in Riva degli Schiavoni, tra le 12 finaliste, quattro erano ricercatrici dell’Università di Padova – fatto unico nella storia decennale del premio. Roberta Sacchetto e Dorianna Sandonà hanno vinto la palma come “Donne eccezionalmente creative” mentre a Paola Milani è stato assegnato il riconoscimento di miglior donna nella sezione “Capacity Building”. Roberta Sacchetto, professore associato del Dipartimento di Biomedicina comparata e alimentazione e a Dorianna Sandonà, professore associato del Dipartimento di Scienze biomediche, hanno ottenuto il riconoscimento come “Donne eccezionalmente creative” con la seguente motivazione: “Per l’intuizione di poter estendere un principio che cura una malattia rara ad altre malattie rare favorendo l’interesse delle case farmaceutiche” Paola Milani, professore straordinario del Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata, miglior donna “Capacity Building” ha ricevuto il premio con la seguente motivazione: “Per la capacità di sviluppare sinergie nel trasferire un ambito di ricerca dall’Università al territorio a beneficio dei bambini in situazioni di vulnerabilità”. Inoltre Cristina Scarpazza, assegnista di ricerca nel Dipartimento di Psicologia Generale e visiting researcher al Department of Psychosis Studies del King’s College di Londra, ha ricevuto una delle tre menzioni speciali per la sua ricerca sullo sviluppo di metodiche che permettono l’applicabilità delle tecniche neuro scientifiche allo studio del caso singolo. (PO / Gil)