Roma, 16 nov – Sulla riforma del voto all’estero “siamo tutti d’accordo sui fini ma non come metterli in atto. L’inversione dell’opzione è un rischio”. Lo ha detto il deputato del Pd eletto all’estero, Massimo Ungaro, intervenendo alla plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero, in corso alla Farnesina. “L’inversione dell’opzione lascia fuori la stragrande maggioranza delle persone”, aggiunge Ungaro sottolineando che in questo modo “si stanno gettando le basi affinché il voto all’estero possa essere cancellato. L’inversione dell’opzione è un problema”. Il Cgie sta discutendo sulla riforma del voto all’estero: da qui dovranno uscire proposte e indicazioni da presentare in Parlamento. Sull’inversione dell’opzione, in particolare, la III Commissione “Diritti civili, politici e partecipazioni” del Cgie ha proposto l’istituzione di un apposito elenco dei cittadini italiani residenti all’estero (tenuto presso l’Ufficio elettorale istituito in ciascun consolato) costituitosi a partire da un’opzione fatta dagli stessi cittadini che manifestano la volontà di esercitare il diritto di voto. (Sip)