Bologna, 19 nov – Allo stesso tempo, poi, l’Alma Mater si è impegnata in modo particolare per attrarre dall’estero studiosi vincitori di bandi finanziati dallo European Research Council (ERC): l’organismo dell’Unione europea che premia ricercatrici e ricercatori di talento impegnati in attività di ricerca di frontiera. A differenza dei classici progetti di ricerca europei, collegati alle istituzioni che ospitano gli studiosi partecipanti, i grant ERC garantiscono un finanziamento destinato direttamente al ricercatore premiato, che a quel punto è libero di scegliere la struttura più adatta per ospitare il proprio progetto di ricerca. Negli ultimi anni, sono ben 15 gli studiosi vincitori di un bando ERC che l’Università di Bologna ha saputo attrarre grazie al proprio prestigio internazionale e ad una serie di investimenti mirati. A partire da novembre 2015, inoltre, all’Università di Bologna hanno preso servizio 388 ricercatrici e ricercatori selezionati dopo aver superato concorsi pubblici: 166 sono ricercatori di tipo “junior” e 222 di tipo “senior”. Numeri importanti, che l’Alma Mater ha potuto raggiungere non solo grazie ad un’efficace gestione delle risorse ordinarie, ma anche ottenendo successi rilevanti a livello nazionale. Solo nel corso del 2018, infatti, l’Ateneo è risultato primo in Italia per il numero di ricercatori assegnati dall’ultimo piano straordinario di reclutamento del MIUR e primo in Italia per il numero di dipartimenti premiati dal fondo ministeriale per i dipartimenti eccellenti. (BIG ITALY / Red)