Roma, 20 nov – “Siamo un partner importante in quanto terzo contributore dell’Esa, ma ci sono due aspetti della presenza italiana nell’Agenzia spaziale europea che si esplicitano in 2 modi diversi: uno visibile, rappresentato nel numero di posizioni di direzione assegnate agli italiani, e uno meno visibile che riguarda il ritorno degli investimenti. Al momento, secondo me, siamo in difetto per numero di direzioni, però bisogna anche tenere conto che questa visibilità va estesa nel tempo. I Paesi dell’Esa, infatti, sono molti, non possiamo pretendere di avere un numero elevato di direzioni”. Con queste parole Piero Benvenuti, neo commissario straordinario dell’Asi, a margine delle celebrazioni per il ventennale delle Stazione Spaziale Internazionale, ha illustrato il ruolo del nostro Paese all’interno dell’Esa.
“L’altro aspetto è il ritorno che ha l’Italia negli investimenti. Attualmente da questo punto di vista siamo in forte attivo, forse il pubblico ed i media vedono meno questo ritorno perché è più difficilmente riscontrabile rispetto ad un direttore italiano, ma alla fine quello che conta veramente sono i soldi dell’investimento in Esa che ritornano all’industria. Adesso siamo in ottimo attivo, ma questo livello non potrà essere mantenuto all’infinito. L’importante è essere presenti – ha affermato Benvenuti – nelle decisioni strategiche, così tutto quello che si è fatto e si vuole fare in Italia venga valorizzato e non marginalizzato da decisioni per noi controproducenti. Il problema, ad esempio, del lancio e dei lanciatori Vega è uno dei problemi importanti nei quali dobbiamo essere molto presenti essendo per noi uno degli aspetti fondamentali in quanto abbiamo investito moltissimo in Vega, perciò l’operatività di questa serie di lanciatori deve essere mantenuta e potenziata”.
(BIG ITALY / pep)